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Calma e gesso 

2022-03-07 00:00:00.0000000

Calma e gesso

In questi frangenti in cui il clima di guerra In Ucraina e i suoi riflessi economici e finanziari sono ancora imprevedibili l’invito è quello di evitare scelte affrettate, quello che gli anglosassoni chiamano ‘panic selling’ , cioè decisioni sulla spinta delle emozioni prese prima che la situazione si sia stabilizzata.

Tornando a parlare di economia e di finanza in questa situazione di assoluta incertezza bisogna comunque prendere atto che la guerra comunque influirà sull’andamento dell’inflazione col rincaro del costo dell’energia. Anche i tassi potranno continuare in prospettiva ad aumentare, nonostante in questo momento sembrino essere stabili.

La Bce in Ue come la Fed in Usa si troverà di fronte a scelte difficili, tra la necessità di rallentare l’inflazione intervenendo sui tassi e il pericolo di generare recessione che comunque la guerra in Europa potrebbe originare.

Quello che è certo è che l’uscita dal periodo pandemico e l’utilizzo dei fondi del Pnrr che potevano dare una spinta vitale alla ripresa economica anche per il 2022 potrebbero essere mediati in negativo dai costi della guerra e dall’effetto boomerang delle sanzioni prese o che si prenderanno ancora contro la Russia.

L’economia dell’Italia assieme a quella della Germania dipende in modo pesante dalle forniture del gas dalla Russia e un piano energetico alternativo al momento non è disponibile in tempi brevi, quindi è quasi certo, se le cose non cambieranno rapidamente, un autunno dal punto di vista energetico e climatico freddo e di austerità, proprio per questo i segnali di recessione non si possono escludere.

Intanto l’Euro crolla, le borse pure, la corsa all’aumento dei prezzi di gas e petrolio sembra senza fine e perfino commodity come il grano e i fertilizzanti schizzano all’in su.

Nessun punto fermo su cui basarsi e fare delle stime attendibili, per cui il nostro invito è quello di aspettare che la situazione della guerra e delle sanzioni relative si stabilizzi in qualche modo e monitorare la reazione dei mercati che saranno i primi a dare segnali su cui basare le decisioni che le aziende dovranno prendere in questi giorni e nei prossimi mesi.