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Riprendono gli ordinativi grazie all'export 

22/12/2010

 

RIPRENDONO GLI ORDINATIVI, GRAZIE ALL’EXPORT
PROBLEMI DI DIMENSIONI PER LE PMI
 
Nel primo semestre 2010 la produzione è aumentata del 6,9%, gli ordinativi esteri del 16,1%, (dati Unioncamere), tuttavia le imprese venete fanno fatica ad internazionalizzare, soprattutto le piccole, penalizzate dalla dimensione e dalla mancanza di un coordinamento che metta in rete o “faccia sistema” l’offerta veneta.
La legge regionale 33/2004 prevedeva l’avvio della società consortile “Veneto Promozione”, operativa secondo le fonti regionali dall’inizio del 2011. La nostra impressione è che ancora una volta i buoni propositi operativi si concluderanno in sterili convegni e si verificherà l’assenza di seri interventi di sostegno all’export delle Pmi (ci sentiremo dire che in periodo di crisi non si può fare di più, mancano i fondi). Nel frattempo si procede in ordine sparso, le banche stringono accordi con le camere di commercio, organizzano seminari per proporre occasioni di business in paesi poco esplorati. Le organizzazioni di categoria organizzano convegni universitari, siglano patti con le banche per il rilancio delle Pmi incentrati soprattutto sulle loro ricapitalizzazioni, tramite i tradizionali “prestiti partecipativi” (i soci ci mettono 100, le banche finanziano per 200). Il tutto nel solco del frammentario e dell’improvvisato, lasciando i piccoli imprenditori comunque da soli.
Ad esempio Banca Intesa ha siglato un protocollo operativo con la Camera di Commercio di Padova che prevede una piattaforma di prodotti ad hoc per finanziare missioni, fiere e ricerca di partners. Banca Antonveneta ha organizzato assieme al “Sole 24 Ore” una serie di convegni, partendo dal Veneto, per raccontare nuove opportunità di crescita delle aziende sul mercato globale. Unicredit ha elaborato uno studio che analizza le opportunità derivanti da mercati emergenti (Turchia, Russia, Egitto, Tunisia, Brasile, oltre ai soliti Cina ed India). Tutte iniziative lodevoli di informazione, divulgazione, suggerimento, ma nessuna che accompagni operativamente le Pmi sui mercati esteri come “sistema paese”, offrendo loro assistenza operativa e risorse finanziarie adeguate al momento. A nostro avviso servirebbero politiche economico/creditizie lungimiranti: più che finanziare la partecipazione a fiere o l’apertura di qualche show-room all’estero, occorrerebbero strumenti che incentivino effettivamente le aggregazioni fra imprese al fine di attivare strutture stabili nei paese emergenti verso i quali si intendono attivare delle correnti di export. Le Pmi fanno fatica a raggiungere paesi lontani 5 mila chilometri e prediligono mercati export vicini, stringono accordi commerciali o tecnico/produttivi, ma non si possono permettere strutture individuali stabili, unico modo invece per penetrare in mercati emergenti, con più elevato tasso di sviluppo e di redditività. La soluzione sta nel mettersi assieme, fare “massa critica”, affrontare i costi ed i rischi nell’affrontare nuovi e più lontani mercati. Ci sembra l’unica strada per il rilancio dello sviluppo anche per aziende che finora si sono limitate al mercato interno, che, purtroppo, nei prossimi anni non sembra dare segni di apprezzabile ripresa. Speriamo che le “istituzioni” (Stato e Regioni) e le banche, mettano a disposizione fondi e strumenti adeguati a tale finalità, lasciando da parte i convegni ed entrando nell’operatività effettiva. La concorrenza estera sui mercati globali non ci consentirà di evitare di presentarci al più presto come “sistema paese” (Italia, Regione Veneto, etc.). Vsb terrà informata la sua clientela sugli sviluppi e sulle opportunità che potranno presentarsi sul versante dell’export, invitando comunque tutte le Pmi ad uno sforzo di programmazione e di consolidamento della loro attuale struttura, per molte inadeguata a sostenere le sfide che i mercati ci stanno presentando.