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BILANCI DELLE AZIENDE 

06/04/2020

BILANCI DELLE AZIENDE

Se non si cambiano le regole attuali sarà una strage d’imprese

La crisi sanitaria e il blocco delle attività sta creando condizioni in cui le spese di funzionamento ordinarie di moltissime aziende non sono più bilanciate dai ricavi, di fatto improvvisamente azzerati.

Con i criteri attuali di stesura dei bilanci saranno inevitabili perdite di esercizio, azzerando di fatto il patrimonio di società fin qui considerate sane.

Non sempre i soci saranno in grado di ricapitalizzare tempestivamente queste aziende e la conseguenza ovvia potrebbe essere l’interruzione dell’attività, la sua riduzione drastica con conseguente perdita di posti di lavoro o la cessione a terzi a prezzo di favore.

La cessione a terzi potrà essere fatta a fondi di investimento nel miglior caso italiani o esteri e nel peggiore alla criminalità organizzata la quale, nelle fasi di crisi è pronta all’agguato e particolarmente in questo momento dove spaccio, pizzo e prostituzione hanno dovuto rallentare a causa del social distancing.

Infine le perdite produrrebbero il peggioramento del rating con conseguente difficoltà delle aziende a ricorrere al credito anche nel caso la proprietà procedesse a ricapitalizzarle.

La soluzione che un gruppo di docenti di economia di Padova ha proposto ci è parsa interessante.

E’ stata inviata al Governo dove speriamo trovi ascolto.

L’idea è quella di considerare i costi sostenuti dalle imprese in questa fase straordinaria (ad esempio da febbraio a luglio) quali costi del lavoro rimasti a carico, deperimento delle materie prime e merci e crediti insoluti non recuperati, tutti avallati da un revisore, come una posta dell’attivo patrimoniale da essere ammortizzata in 5 anni. In tal modo i costi della crisi non saranno considerati spese ordinarie ma alla stregua di un investimento sui futuri ricavi dell’azienda, al pari dell’acquisto di un macchinario.

In sostanza, l’azienda che resiste nonostante tutto, fa un investimento sul futuro e va incoraggiata anche con una riforma contabile transitoria e straordinaria.

Ricordiamo che per i bilanci al 31.12.2019 delle società di capitali (Srl, Spa) è stato accordato un maggior termine per la loro chiusura. Tuttavia l’attuale normativa prevede ancora la verifica della continuità aziendale. Le eventuali perdite stimate, che si possono già quantificare, possono andare ad intaccare il capitale sociale minimo per legge.

Tale effetto indotto sarebbe devastante, senza una modifica normativa e si rifletterebbe sul rating di ogni azienda. Le banche chiamate ad erogare crediti di liquidità, richiederanno comunque bilanci al 31.12.2019. La presentazione di elaborati inficiati da perdite consistenti, potrebbero ridurre il rating e quindi bloccare l’erogazione dei finanziamenti sebbene sostenuti dalla garanzia statale. Avvisaglie di tale atteggiamento le abbiamo già avute alle prime presentazioni delle richieste di utilizzo dei finanziamenti garantiti come da decreto Legge del 17.03.2019 con richiesta al momento di bilanci provvisori e rendiconti finanziari rimaneggiati alla luce degli effetti dell’emergenza sanitaria.

Vi terremo informati sugli sviluppi.