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Nuova normativa sugli interessi bancari 

28/11/2016

NUOVA NORMATIVA SUGLI INTERESSI BANCARI

Con gli Estratti Conto di settembre quasi tutte le Banche hanno ricordato ai propri clienti l'entrata in vigore della normativa che stabilisce l’addebito degli interessi passivi su base annua anziché trimestrale, con loro imputazione al 31 marzo successivo.

Attiriamo l’attenzione sulle implicazioni che ne conseguono, specie quelle riguardanti la fattispecie più diffusa e rilevante, cioè l’utilizzo del conto unico (portafoglio e/o fatture accolte nella medesima modalità).

Vediamo di chiarire meglio il tema e le sue conseguenze pratiche da due punti di vista.

Punto di vista aziendale.

Per alcune imprese – le più dotate finanziariamente - si tratterà di un vantaggio prevalentemente organizzativo. Per quelle meno floride deriverà invece la possibilità di sfruttare “a tappo” il fido per tutto l’anno (anche per la quota da destinarsi agli oneri), salvo che - al marzo successivo - ci si troverà con un problema... quadruplo...

Punto di vista bancario

Le banche rischieranno di trovarsi nella situazione opposta, cioè con un pieno utilizzo dei fidi ed oggettiva maggior difficoltà ad addebitare gli interessi: tale fenomeno avrebbe riflessi negativi sul loro rating (leggasi necessità di aumentare gli accantonamenti a fronte di un maggior rischio operativo) e quindi sulla loro attrattività verso gli investitori.

E’ quindi del tutto prevedibile l’introduzione di “contromisure”, unitamente ad un re-pricing al rialzo delle operazioni di smobilizzo in conto unico.

Tra queste citiamo: (a) più selettivo accesso al conto unico (a vantaggio del conto anticipo, visto che tale forma prevede l’addebito interessi in sede di chiusura); (b) accoglimento del foglio ma con possibilità di utilizzo non totalitario, ossia di fatto accantonando una differenza per la futura quota interessi (c) creazione di collaterali a fronte del futuro addebito oneri passivi (d) diminuzione del fido ordinario, magari salvo poi metterne uno "di campagna" (da ridursi mensilmente)

Al momento non ci è ancora dato sapere quali Istituti propenderanno per una forma “attenuativa” piuttosto che per un’altra, anche se ci è noto che alcune banche - in taluni casi - hanno di recente optato per finanziamenti a termine, condizionati alla verifica dell’invio flussi.

Sarà comunque nostra cura monitorare gli sviluppi derivanti dalla novità legislativa, e ciò sia a livello macro che per singolo Istituto, impegnandoci a darne conto con apposite newsletters oltre che, come di consueto, con assistenza specifica in azienda.